CREARE AMBIENTI INCLUSIVI
Il secondo modulo descrive i bisogni e le sfide affrontate dalle e dai giovani che intendono praticare attività sportive e dimostra in che modo l’orienteering può rispondervi. Il modulo fornisce ad allenatrici, allenatori ed esponenti delle organizzazioni della società civile un insieme di approcci e metodi volti a creare ambienti inclusivi per garantire il coinvolgimento di giovani vulnerabili in attività ispirate all’orienteering. Infine, elenca una serie di consigli ed esercizi atti a garantire l’inclusione delle e dei partecipanti.
Persone giovani a rischio di esclusione sociale, bisogni e sfide
L’antologia di ORIENT (IO1) ha messo in evidenza l’instabilità, la complessità e l’incertezza del contesto sociale e politico degli Stati Membri dell’Unione europea. La sfida dell’inclusione sociale è divenuta ancora più pressante e urgente a causa del recente scoppio della pandemia di COVID-19, che ha avuto delle ricadute negative sulle fasce di popolazione che versavano già in una condizione di precarietà, portando a una diminuzione delle possibilità di accedere ad opportunità lavorative e formative e, quindi, esponendo maggiormente al rischio di povertà e privazione. Le persone giovani, fra le altre, sono quelle più esposte al rischio di esclusione sociale.
Nei paesi partner di ORIENT si registra uno dei tassi di partecipazione alle attività sportive più bassi d’Europa. Ciò riguarda in particolare chi proviene da contesti svantaggiati poiché va incontro a diverse difficoltà nella pratica sportiva. Come sottolineato nel corso delle interviste condotte nel corso della fase di ricerca, le principali sfide affrontate dai giovani che praticano sport sono principalmente di natura socioeconomica:
Difficoltà economiche
Molte persone giovani non hanno risorse finanziarie da investire in attività sportive.
Mancanza di tempo
Difficoltà nel trovare un equilibrio fra lavoro, studio o responsabilità familiari.
Difficoltà logistiche
Chi vive in periferia ha minori opportunità di accedere a strutture.
Mancanza di informazioni
In molti hanno criticato la scarsità di informazioni a disposizione sulle attività a loro rivolte.
Mancanza di programmi inclusive e accessibili
Le e i giovani con background migratorio hanno parlato di limiti e difficoltà nel prendere parte ad attività sportive a causa delle difficoltà linguistiche o burocratiche.
Le buone pratiche prese in esame hanno posto in evidenza il bisogno di affrontare il tema dell’inclusione sociale dei giovani in ambito sportivo e, nello specifico, nel corso attività di orienteering attraverso:
- lo svolgimento di attività di orienteering durante corsi ed eventi collettivi;
- la collaborazione con istituzioni locali e organizzazioni che operano all’interno della comunità, come le scuole;
- la scelta di associare l’orienteering ad altri approcci educativi adottando il programma per garantire il coinvolgimento delle e dei giovani e rimuovere gli ostacoli per le persone che hanno un diverso background culturale;
- la possibilità di adattare le attività al contesto locale in base alle caratteristiche della città, del paesaggio e del gruppo di riferimento.
Il progetto ORIENT mira a rispondere a tali sfide creando uno spazio all’interno del quale condividere e lavorare insieme a molte persone giovani di diversa estrazione sociale per costruire delle reti in grado di aiutarli ad essere più resilienti. Tutti questi elementi contribuiranno a promuovere l’inclusione sociale creando degli ambienti più aperti e accoglienti.
| AUTOVALUTAZIONE |
| Quali difficoltà legate all’inclusione affrontano le e i giovani che vivono nel contesto in cui operi?
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| Quale approccio ritieni sia il migliore allo scopo di promuovere la partecipazione giovanile ad attività sportive e, nello specifico, di orienteering?
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Metodi volti a creare ambienti più inclusivi
Per ambienti inclusivi (Design Council, 2021) si intendono quei luoghi adatti a tutte le persone, a prescindere che si tratti di scuole, uffici, parchi, strade, case di cura, percorsi di autobus o stazioni ferroviarie. Scegliere un approccio inclusivo alla progettazione, alla creazione e alla gestione di queste attività consente di servirsi del pensiero creativo e agile per costruire dei luoghi che rispecchino la diversità delle persone.
Gli ambienti inclusivi presentano le seguenti caratteristiche:
- accoglienti nei confronti di tutte le persone;
- in grado di rispondere alle esigenze individuali;
- facili da utilizzare;
- flessibili;
- offrono possibilità di scelta quando una soluzione non può rispondere alle esigenze di tutta l’utenza;
- comodi al fine di essere utilizzati senza sforzi o divisioni particolari in modo da massimizzare l’indipendenza.
Essenziale al fine di creare dei buoni ambienti inclusivi è il confronto con l’utenza, riunendo persone diverse per età, abilità, genere e comunità di riferimento al centro del processo di progettazione.
Per creare ambienti adeguati occorre avere una strategia e degli obiettivi chiari, in modo da seguire una visione e una missione. Possiamo servirci di un approccio basato sugli obiettivi SMART (Drucker, 1954). Per assicurarci che gli obiettivi siano chiari e raggiungibili, bisogna accertarsi che siano:
- specifici (semplici, ragionevoli, significativi);
- misurabili (significativi, stimolanti);
- rAggiungibili (concordati, alla portata);
- rilevanti (ragionevoli, realistici, basati su risultati)
- definiti nel Tempo (con scadenza, con dei limiti in termini di tempi e costi).
La creazione di ambienti di apprendimento inclusivi implica l’adozione di un approccio olistico, volto a comprendere e a seguire tutte le esigenze del gruppo di utenti. È importante creare tali ambienti utilizzando indicazioni e riflessioni chiare come strumento per lo sviluppo di un processo di apprendimento inclusivo. L’apprendimento esperienziale in molti casi richiede una riflessione continua da parte delle e dei partecipanti che contribuiranno alla realizzazione di queste esperienze di apprendimento.
A tal proposito, Gibbs ha messo a punto un processo di riflessione strutturato teso a supportare l’apprendimento esperienziale. L’idea è quella di attivare un ciclo di miglioramento continuo legato a un’esperienza ripetuta. Tuttavia, tale strategia può anche essere utilizzata per rielaborare un momento unico. Uno degli elementi chiave dell’approccio proposto da Gibbs è dato dal riconoscimento dell’importanza delle emozioni durante il processo di riflessione. Inoltre, aiuta a distinguere le attività di valutazione volte ad individuare ciò che è andato bene e quello che, invece, non ha funzionato. Secondo alcuni, queste 6 fasi aggiuntive rendono il modello utile in determinati contesti, mentre è troppo rigido per altri.
Per quanto ci riguarda, un metodo utile ai fini della creazione di ambienti inclusivi è quello del cosiddetto apprendimento collaborativo (Center for Teaching Innovation, Cornell University, 2021) che può essere utilizzato con coppie di persone o gruppi più numerosi. L’apprendimento fra pari è un tipo di apprendimento collaborativo che coinvolge coppie o piccoli gruppi di studenti che discutono o tentano di trovare soluzioni a problemi. Ispirandosi all’idea che l’unione di due o più intelligenze consenta di ottenere risultati migliori, ricercatrici e ricercatori esperti di pedagogia hanno scoperto che, grazie all’apprendimento fra pari, le e gli studenti imparano gli uni dagli altri chiarendo eventuali malintesi e facendo luce sui punti oscuri.
Fra i vantaggi dell’apprendimento collaborativo ricordiamo:
- sviluppo di competenze cognitive superiori, comunicazione orale, gestione personale e capacità di leadership;
- promozione dell’interazione fra studente e istituzione;
- aumento del tasso di partecipazione studentesca, dell’autostima e del senso di responsabilità;
- esposizione a e maggiore familiarità con punti di vista differenti;
Inoltre, la creazione e la tutela di ambienti inclusivi e il ricorso all’apprendimento collaborativo dipendono da buone competenze comunicative basate sui seguenti principi:
- Pensa prima di agire.
- Mantieni una mentalità aperta.
- Discuti anziché litigare.
- Cerca di mantenere un tono di voce rassicurante.
- Non perdere mai occasione di lodare o dire qualcosa di gentile.
- Supera le aspettative.
- Rispetta i sentimenti altrui.
Rispettare i sentimenti altrui è uno dei principi della comunicazione che si lega in maniera esplicita alla comunicazione interculturale, ossia all’interazione fra persone che differiscono per stili comportamentali, età, nazionalità, etnia, genere, orientamento sessuale, ecc. La comunicazione interculturale si ricollega anche ai tentativi che facciamo per scambiare, negoziare e mediare le differenze culturali attraverso le parole, i gesti e il linguaggio del corpo. È il modo in cui le persone di culture differenti comunicano fra loro. In ambienti inclusivi è molto importante dotarsi di competenze specifiche.
Tutto sommato, allenatrici e allenatori dovrebbero mettere a punto attività in grado di rispondere alle esigenze delle e dei partecipanti e coinvolgerli nella fase di progettazione al fine di affrontare i problemi che possono insorgere quando si lavora con giovani a rischio di esclusione sociale. L’orienteering è un ottimo strumento per fare ciò dal momento che richiede un approccio partecipativo e il massimo impegno di tutte le parti coinvolte, affinché condividano idee e mettano assieme i pezzi del puzzle in maniera collaborativa.
| AUTOVALUTAZIONE |
| Su quali principi si basano le competenze comunicative?
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| Per quale ragione è importante la comunicazione interculturale?
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Creare un ambiente inclusivo e promuovere il team building
Di seguito elenchiamo alcune attività non formali che si basano sulle suddette metodologie e sono volte a promuovere il dialogo fra giovani di diversa estrazione socioculturale da utilizzare per creare un ambiente inclusivo e promuovere il team building.
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Acchiappa la coda del serpente
| Obiettivi: Migliorare le capacità motorie, favorire lo sviluppo sociale e psicologico e potenziare la capacità di concentrazione |
| Metodi utilizzati Collaborazione e apprendimento fra pari |
| Occorrente: A questa attività dovrebbe prendere parte un gruppo composto da minimo 10 persone. Suggeriamo di svolgere quest’attività all’aria aperta, in alternativa in una palestra o in un luogo abbastanza ampio. |
| Durata: L’attività non ha una durata predeterminata. Può durare pochi minuti o andare avanti più a lungo |
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Istruzioni:
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Orientarsi ad occhi chiusi
| Obiettivi Imparare a fidarsi, servirsi del linguaggio non verbale e dell’ascolto attivo. |
| Metodi utilizzati Apprendimento esperienziale e comunicazione positiva. Learning by doing e riflessione sull’esperienza |
| Occorrente Bende, uno spazio all’aperto o al chiuso, benché sia preferibile svolgere questa attività all’aperto per garantire alle e ai partecipanti una migliore esperienza. L’attività si rivolge a gruppi composti da 10 o più persone. È importante che vi sia un numero pari di partecipanti. |
| Durata L’attività non ha una durata fissa, ma al fine di viverla nella sua interezza, suggeriamo di dedicarle una ventina di minuti. |
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Istruzioni:
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Parlare mimando
| Obiettivi Imparare a gestire una discussione senza utilizzare le parole, trasmettere emozioni o sentimenti reagendo a una particolare situazione. |
| Metodi utilizzati Comunicazione interculturale. |
| Occorrente Fino a 20 partecipanti in uno spazio al chiuso. |
| Durata Fino a 2 minuti |
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Istruzioni:
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Creare dei momenti di riflessione
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Obiettivi Imparare a servirsi di strategie volte a promuovere la riflessione, imparare ad essere maturi e ad accogliere diversi punti di vista. |
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Metodi utilizzati Riflessione inserita nel percorso di apprendimento. |
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Occorrente Si tratta di un’attività che non richiede alcuno sforzo fisico e che si basa sulla capacità delle e dei partecipanti di comunicare fra loro. È rivolta a un minimo di cinque partecipanti. |
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Durata Fino a 30 minuti |
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Istruzioni: La riflessione è essenziale in ogni ambito. Il nostro modo di riflettere sulle cose è parte integrante dei nostri processi mentali. Questa attività prevede che un gruppo di persone si riunisca e che uno di loro affronti un argomento noto e vicino a tutte e tutti (ad esempio, il precariato in Italia).
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Un bagno nella foresta
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Obiettivi Migliorare il benessere psicofisico, sentirsi più felici e rafforzare il sistema immunitario |
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Metodi utilizzati Liberare lo stress |
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Occorrente Uno o più partecipanti, un bosco o un parco cittadino con un’alta densità di alberi. |
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Durata Un’ora o più. |
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Istruzioni: Questa pratica giapponese ha degli effetti positivi sul sistema immunitario, dal momento che al benessere mentale si accompagna quello psicofisico. Trascorrere del tempo in un bosco aiuta a ridurre lo stress, l’ansia, la depressione e la rabbia.
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Percorsi verbali
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Obiettivi Imparare a leggere e disegnare le mappe |
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Metodi utilizzati Apprendimento collaborativo |
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Occorrente Mappe con percorsi e mappe prive di indicazioni |
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Durata Fino a 20 minuti |
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Istruzioni:
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Micro-cartografia
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Obiettivi Imparare a conoscere il corretto uso di una mappa |
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Metodi utilizzati Apprendimento collaborativo |
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Occorrente Fogli, oggetti disposti in maniera casuale all’interno della stanza, penne e matite |
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Durata Fino a 30 minuti |
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Istruzioni:
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Spirito di squadra: comportamenti da adottare e da evitare
Gestire gruppi di giovani può essere una sfida! Di seguito elenchiamo alcuni comportamenti da adottare e altri da evitare:
COMPORTAMENTI DA ADOTTARE
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Promuovere l’inclusività
Il che significa utilizzare un linguaggio inclusivo. È importante essere consapevoli di chi compone il gruppo di lavoro quando si parla. Non è opportuno, ad esempio, accogliere chi prende parte a un evento dicendo “Ciao ragazzi!”, se all’attività prendono parte anche delle donne. Non bisogna, tuttavia, limitarsi alle parole (Six Degrees Executive, 2021). È importante anche creare un gruppo di lavoro eterogeneo, invitando come coach persone di altre etnie, affinché si sentano rappresentate, accettate e a loro agio nel prendere parte a un evento riuscito.
Essere equidistanti
Si tratta di una caratteristica ovvia per allenatrici e allenatori e per chiunque lavori in ambito sportivo. Occorre essere equi a prescindere dall’identità della persona che si ha di fronte. Suggeriamo di adottare un atteggiamento né duro né accomodante nei confronti delle e dei partecipanti che hanno un diverso background culturale. Entrambi i comportamenti possono avere delle ricadute negative in quanto possono alimentare un senso di insoddisfazione privandoli della possibilità di crescere attraverso delle critiche costruttive. Ogni componente della squadra merita pari opportunità per crescere, imparare e divertirsi!
Celebrare le differenze
Bisogna accogliere con calore ogni tipo di differenza. Le persone non devono essere tutte uguali. Ogni essere umano è diverso e può apportare qualcosa di nuovo al gruppo. Occorre riconoscere tali differenze e non solo accettarle, ma anche celebrarle sottolineando l’unicità dei talenti, delle competenze e delle conoscenze che ogni persona può offrire.
Creare un ambiente sicuro
È necessario creare un ambiente sicuro in cui ogni persona, a prescindere dal proprio background culturale, possa sentirsi accolta e in grado di esprimere se stessa. Alcuni partecipanti, ad esempio, potrebbero avere bisogno di chiarimenti e bisogna essere in grado di fornirli loro senza metterli a disagio (Mathews, 2020). Bisogna anche accertarsi che non si verifichino episodi di bullismo o molestie, fa’ attenzione ad eventuali campanelli d’allarme. Qualora accada qualcosa del genere, dovrai agire prontamente.
Comunicare in maniera chiara
È importante che tu tenga conto della possibilità che le persone non ti comprendano quando organizzi un evento a cui prenderanno parte persone con un diverso background culturale. Di conseguenza, dovrai riflettere sul diverso livello di competenza delle e dei componenti del tuo gruppo di lavoro, nonché su come gli elementi non verbali della conversazione siano utilizzati e interpretati (ad esempio, la tendenza ad attendere che la persona con una maggiore autorità parli per prima).
Individuare eventuali pregiudizi personali
Per quanto possa essere difficile, è molto importante individuare i propri pregiudizi prima di coordinare un evento con persone con un diverso background culturale. Chiedi al tuo gruppo amicale e alla tua famiglia di parlarti dei pregiudizi che hanno notato. Quando sei chiamato a compiere delle decisioni legate all’interculturalità, rifletti bene e cerca di individuare eventuali pregiudizi inconsci.
Stabilire delle regole di condotta
È difficile trovare un terreno comune, quando si ha di fronte una squadra è caratterizzata da una forte diversità. Di conseguenza, è buona norma individuare alcune regole e distinguere comportamenti accettabili e da quelli inammissibili. Così facendo è possibile spostare l’attenzione dalle differenze che dividono il gruppo, per concentrarsi sulle cose che ci accomunano (Future Learn, 2021).
Essere informati in materia di politica estera
Sebbene non sempre sia possibile, è importante cercare di informarsi sulle questioni politiche, sociali e culturali d’attualità nei Paesi di provenienza del gruppo target (Half, 2019).
| AUTOVALUTAZIONE |
| Immagina che un membro della squadra cominci a fare delle battute che veicolano stereotipi su minoranze etniche e sessuali. Come interverresti? Se sì, che cosa faresti?
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| Che cosa faresti per incoraggiare a parlare di più un membro della squadra riluttante ad esprimere le proprie opinioni?
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COMPORTAMENTI DA EVITARE
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Non apprezzare le differenze
Quando si lavora con una squadra, occorre apprezzare la diversità e considerare le differenze un vantaggio e non un ostacolo. Sì, la diversità può essere difficile da gestire, ma permette di entrare in contatto con molti punti di vista e opinioni. L’individualità di ogni membro del gruppo di lavoro può essere un incentivo per la squadra, se tutte le persone sono spinte a condividere le loro idee e opinioni (EHS Today, 2004).
Escludere le persone
Ogni componente del gruppo ha il dovere di sentirsi parte della squadra. È importante che si senta a proprio agio e felice di condividere le proprie opinioni. Bisogna aprirsi all’ascolto di idee e punti di vista differenti. Suggeriamo di chiedere a ogni persona di esprimere le proprie convinzioni e i propri sentimenti (Mathews, 2020).
Ricorrere a stereotipi
È molto difficile da evitare. Tutte le persone hanno interiorizzato pensieri e punti di vista riguardo a individui con un diverso background culturale. È probabile che siano state esposte a tali narrazioni nel corso dell’infanzia e non le abbiano mai messe in discussione. Spesso non ci rendiamo neanche conto di avere dei pregiudizi. Ciò non significa che si sia razzisti, sessisti o omofobi. Bisogna riflettere bene prima di esprimere determinate opinioni, perché non solo sono caratterizzate da pregiudizi, ma negano l’unicità di ogni persona.
Accettare comportamenti violenti
Un consiglio molto importante per chi lavora insieme a gruppi di persone è quello di trattare gli altri nella maniera in cui vorremmo essere trattati. Se ti fidi della tua squadra, la tua squadra si fiderà di te e farà di tutto per meritarsi la tua fiducia. Tuttavia è importante che tu dimostri di non tollerare comportamenti al di sotto degli standard che hai stabilito. Se qualcuno adotterà dei comportamenti inappropriati, dovrai reagire e rispondere immediatamente per dimostrare che questi non sono tollerati sotto la tua supervisione.
Non riuscire a dare supporto
È essenziale che tu sia in grado di supportare in maniera adeguata le persone che compongono la tua squadra. Per fare ciò, devi stabilire delle aspettative chiare. A volte, potrebbe essere necessario un supporto individuale per accertarsi che tutte e tutti garantiscano un buon rendimento. Suggeriamo di spingere le persone ad aiutarsi e a sostenersi a vicenda, promuovendo un clima di mutuo supporto. Dovrai anche neutralizzare i conflitti che di sicuro si presenteranno in squadre eterogenee. Tali conflitti sono dovuti a differenze riguardanti esigenze, valori e abitudini individuali (Porteus, 2021). I malintesi sono una delle principali cause di conflitto (Culture Amp, 2021).
Trascurare i problemi di comunicazione legati alle differenze linguistiche
Ogni lingua è diversa e ogni persona ha un diverso grado di competenza linguistica. Occorre essere flessibili e tenere conto dei seguenti punti:
- evitare espressioni gergali;
- ridurre al minimo la comunicazione non verbale;
- impedire il ricorso ad espressioni idiomatiche e a slang;
- creare un contesto in cui sia del tutto normale chiedere di ripetere un concetto;
tenere conto dei cambiamenti relativi all’etichetta adottati in diversi contesti culturali e linguistici. Si pensi alle domande a risposta aperta, all’attendere che sia prima una persona con maggiore prestigio a esprimersi, la tendenza ad essere più concisi o diretti.
| AUTOVALUTAZIONE |
| Immagina di tenere un evento sportivo nel corso del quale una partecipante, di solito gentile e allegra, si mostri eccentrica e scontrosa. Che cosa ne pensi? Come interpreti questo cambiamento? Come sarà interpretato dalle altre persone?
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| Immagina che due componenti della squadra che alleni comincino a litigare fra loro. Come reagisci?
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Riflessione: condividere pensieri al termine dell’attività
Il valore delle attività di team building è dato dalle discussioni che avvengono subito dopo. Nel corso del processo di riflessione, le e i partecipanti condividono opinioni, discutono idee, creano dei piani d’azione e intraprendono un percorso di crescita collettiva. Sebbene quella della riflessione sia una prassi delle attività di team-building, questa può essere un ottimo modo per fare proprie delle lezioni riguardo alla sportività, alla condivisione, alla compassione e molti altri momenti dal valore educativo (Ultimate camp resource, 2021).
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Rose e spine
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Obiettivi |
Promuovere una discussione al termine della lezione |
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Occorrente |
Uno spazio sicuro (aula seminario, campo sportivo, palestra, ecc.) |
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Durata |
20-30 minuti |
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Istruzioni |
Di’ alle e ai partecipanti che dovranno individuare le rose e le spine della giornata o dell’attività che hanno appena terminato. Per spine si intendono i momenti o le attività che non sono loro piaciute, qualcosa che hanno disapprovato o un’esperienza che non ha suscitato il loro interesse. Per rose si intendono, invece, le esperienze positive, ciò che hanno apprezzato, una buona azione che hanno osservato, un complimento ricevuto e così via. Suggeriamo di partire dalle spine e finire con le rose in modo che si possa concludere in maniera positiva. |
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Varianti |
È possibile sostituire le categorie in questa maniera:
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Carte stimolanti
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Obiettivi |
Promuovere una discussione aperta al termine della sessione attraverso delle carte che favoriscono il coinvolgimento delle e dei partecipanti |
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Occorrente |
Uno spazio sicuro (aula seminario, campo sportivo, palestra, ecc.) |
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Durata |
20-30 minuti |
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Istruzioni |
Disporre alcune carte di Dixit sul tavolo. Invita il tuo gruppo ad osservare le varie immagini. Poni una domanda al tuo gruppo invitandoli a riflettere sui seguenti aspetti:
Chiedi a una persona alla volta di scegliere un’immagine e di condividere la riflessione che essa ispira. Invita ogni partecipante a fare lo stesso. |
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Varianti |
È possibile scegliere diverse carte illustrate:
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Emoji
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Obiettivi |
Promuovere una discussione aperta al termine della sessione attraverso delle emoji. Uno dei principali vantaggi di queste carte, utilizzate nel corso di una discussione, è quello di distrarre l’attenzione dalle persone e rendere il processo di condivisione più agevole. |
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Occorrente |
Uno spazio sicuro (aula seminario, campo sportivo, palestra, ecc.) |
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Durata |
20-30 minuti |
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Istruzioni |
Disponi le varie carte sul tavolo o per terra. Invita il tuo gruppo a raccogliersi intorno alle carte, consentendo alle e ai partecipanti di riflettere per qualche momento prima di familiarizzare. Chiedi alle coppie di partecipanti di scegliere una o due carte e di riflettere sul sentimento che hanno provato nel corso dell’attività. Incoraggia le persone a spiegare per quale ragione hanno scelto proprio quella carta. Concedi alle e ai partecipanti due minuti. Se hai abbastanza tempo a tua disposizione, chiedi alle e ai partecipanti di riunirsi e invita chi lo desidera a condividere quello che ha imparato e che considera significativo. |
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Varianti |
Ricorda che queste carte si concentrano su emozioni e sentimenti, di conseguenza il tema può fare sentire esposte le persone. A questo scopo, occorrerà riflettere attentamente sulla selezione e sull’ambiente che hai creato. Quando hai dei dubbi, invita le persone a condividere le loro riflessioni in coppia o all’interno di gruppi di tre o quattro componenti. |
Afferra la sensazione
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Obiettivi |
Stimolare la discussione attraverso un’attività divertente |
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Occorrente |
Uno spazio sicuro (aula seminario, campo sportivo, palestra, ecc.) |
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Durata |
20-30 minuti |
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Istruzioni |
Invita le e i partecipanti a sedersi in cerchio e di’ loro di togliere qualcosa che indossano e di porla al centro. Chiedi loro di contare fino a tre e di prendere qualcosa che non gli appartiene. Ogni partecipante avrà un oggetto di proprietà di un’altra persona alla quale dovrà dire qualcosa di carino. In alternativa, serviti dei seguenti spunti:
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Varianti |
Adatta le domande alle dimensioni e al tipo di gruppo. |
Pollici all’insù, all’ingiù e al centro
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Obiettivi |
Incoraggiare la partecipazione all’attività di riflessione, consentire alle partecipanti di vedere in che modo le opinioni possono variare e dare a chi modera l’attività la possibilità di incentrare la discussione su un particolare tema. |
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Occorrente |
Uno spazio sicuro (aula seminario, campo sportivo, palestra, ecc.). |
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Durata |
20-30 minuti |
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Istruzioni |
Invita le e i partecipanti a formare un cerchio in modo che possano guardarsi negli occhi. Invitali a mettere una mano dietro la schiena. Al tre dovranno mostrare il loro pollice all’insù, all’ingiù o al centro. Ad esempio: “Come si è comportato il gruppo nel suo insieme?” In questo il pollice all’insù starebbe ad indicare che tutto ha funzionato alla perfezione: il gruppo ha dedicato del tempo alla programmazione, ha prestato ascolto alle idee di tutte e tutti, non ci sono stati litigi, ogni persona è riuscita a dare il proprio apporto. Il pollice all’ingiù, invece, starebbe ad indicare che il gruppo non ha fatto bene: ci sono stati molti litigi, nessuna pianificazione e non si è comunicato bene, ecc. Il pollice in posizione centrale indicherebbe, infine, che il gruppo ha fatto bene, ma che ci sono dei margini di miglioramento. Dopo aver illustrato la scala, conta fino a tre, e invita tutte e tutti a mostrare i pollici. Chiedi alle e ai partecipanti di andare in giro e di fare degli esempi per spiegare la loro scelta. |
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Varianti |
Adatta le domande in base alle dimensioni del gruppo |
Modules
1
ORIENTEERING,
CARATTERISTICHE E OPPORTUNITÀ
2
CREARE AMBIENTI
INCLUSIVI
3
CREARE DELLE MAPPE PER PROMUOVERE
L’INCLUSIONE, DAL LUOGO ALL’AZIONE

